Assicurazione infortuni: perché farla ha dannatamente senso

 

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In Italia nei primi 11 mesi del 2019 ci sono state 590.679 denunce di infortunio: è decisamente meglio tutelarsi con una polizza infortuni. Vediamo il perché!

 

Negli ospedali, ormai, siamo un po’ tutti di casa. E non parliamo solo di chi lavora nel settore sanitario e di chi, purtroppo, ha dovuto passare parecchio tempo nelle corsie di cliniche e case di cura a causa di malattie e di infortuni. Di fatto, a partire dalla metà degli anni Novanta, sono stati gli ospedali a entrare nelle nostre case… via etere, ovviamente. Il primo medical drama, la serie pioniera del genere, è stata E.R. – Medici in Prima Linea, con tanto di George Clooney in camice bianco. Da lì, è stato un susseguirsi di serie televisive in ambito medicale: Dr. House, Scrubs, Grey’s Anatomy, The Good Doctor, Nip/Tuck, The Resident, e un altro mucchietto di nomi meno famosi. Lì il mondo degli ospedali sembra sì, quasi sempre un filino drammatico, ma decisamente affascinante. Peccato che, nel momento in cui le persone ‘comuni’ entrano in ospedale, di fascinoso ci sia davvero molto poco. Anzi, nella maggior parte dei casi è decisamente difficile vedere un qualche ‘lato positivo’. Ed è proprio per questo che tutti quanti dovrebbero stipulare una polizza infortuni! In questo articolo, quindi, vedremo perché è importante avere un’assicurazione infortuni sul lavoro, in modo da non mandare tutto all’aria per un incidente.

 

 

Assicurazioni infortuni: che cos’è?

Partiamo con una spiegazione breve e chiara dell’assicurazione infortuni: dottor House nella sua serie ha fatto tanti spiegoni, ma questa polizza non l’ha di certo definita per bene. Si tratta di una polizza che, molto semplicemente, interviene a copertura di danni fisici di diversa origine. Di fatto, il raggio di azione di un’assicurazione infortuni è molto ampio, e può spaziare dalla diaria per la steccatura di un polso fino ad arrivare, nei casi peggiori, a un corposo indennizzo per un’invalidità permanente, arrivando perfino a includere il caso morte. Il ruolo di una polizza infortuni sul lavoro, quindi, è quello di rendere il meno pesante possibile un incidente, il quale già di per sé crea una situazione tutto fuorché piacevole. Certo, non è che l’avere una polizza infortuni possa trasformare l’esperienza di un incidente sul lavoro in una spassosa puntata di Scrubs – Medici ai primi ferri, ma senz’altro può aiutare – e pure parecchio – a limitare i danni e le ripercussioni sulla vita dell’assicurato e della sua famiglia. Vediamo perché!

 

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Perché stipulare una polizza infortuni: i numeri del 2019

Nessuno di noi si alza la mattina pensando che sì, quel giorno probabilmente si farà male sul lavoro. É una sorta di autodifesa istintiva: pensiamo sempre che può capitare agli altri, e non a noi. I numeri, però, ci dimostrano che le probabilità di andare incontro a un infortunio sul lavoro non sono per nulla basse, anzi. Stando ai dati ufficiali dell’INAIL, infatti, durante i primi 11 mesi del 2019 – e quindi tra gennaio e novembre, periodo per il quale sono disponibili i dati completi – si sono contate ben 590.679 denunce di infortunio sul lavoro. Le denunce di infortunio con esito mortale, in tutto, sono state 997, in calo del 4,7% rispetto al 2018, ma ancora decisamente e drammaticamente troppe. Sono poi da conteggiare anche le patologie di origine professionale denunciate, in tutto 56.556, con un aumento del +2,7%. Insomma: già i numeri dovrebbero dimostrare che sì, statisticamente parlando, avere un’assicurazione infortuni è decisamente un’ottima idea.

 

 

Perché avere un’assicurazione infortuni

Sentirlo dire non ci mette certo di buon umore, anzi. Eppure è così: viviamo in un’epoca caratterizzata da una marcata incertezza professionale. E questo vale per tutti quanti, per professionisti e per dipendenti di ogni ambito e settore. Di conseguenza, oggi meno che mai ci si può permettere un lungo periodo di infortunio o di malattia, senza che questo metta in bilico la nostra stabilità economica e sociale.

 

Ci sono gli infortuni sul lavoro, gli infortuni durante lo sport, gli incidenti in casa, quelli sulla strada – magari per andare a lavoro. Il concetto di base è semplice: poter contare su una polizza assicurativa che copre gli infortuni limita concretamente i danni. Senza una copertura assicurativa, un infortunio può infatti trasformarsi in una enorme tragedia personale, professionale e familiare, e questo è vero soprattutto – ma non solo – per i professionisti che non possono contare un’assicurazione INAIL. Grazie a un’assicurazione infortuni, chi ha na partita IVA può rientrare del mancato guadagno durante il periodo di convalescenza.

 

Per convincersi dell’utilità della polizza infortuni, del resto, basta comprenderne il funzionamento. Questa può corrispondere un indennizzo giornaliero in caso di infortuni lievi, o un indennizzo per inabilità permanente in caso di danni irreversibili, così da permettere tra l’altro all’assicurato o ai familiari di affrontare tutte le spese mediche del caso. E ancora: nel caso di morte, la polizza infortuni e malattia prevede che il capitale assicurato venga messo a disposizione dei beneficiari indicati dal firmatario.

 

Una polizza infortuni, insomma, ti permette di vivere con maggiore serenità, riducendo al minimo le complicazioni in caso di infortunio, per te e per i tuoi cari. E con Axieme, la tua assicurazione infortuni ti premia con una formula molto vantaggiosa: metti in pausa Grey’s Anatomy, e scopri il tuo preventivo!

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