Una grave patologia del settore assicurativo è quello delle frodi.

L’Italia purtroppo non fa eccezione anzi, il nostro paese porta la maglia nera nella zona Euro.

Che grandi. Ma come mai ci guadagniamo sempre questi primati?

Attaccare la reputazione per sconfiggere le frodi assicurative

Sebbene il fenomeno delle frodi assicurative venga affrontato ad ondate “più o meno intense” in base agli avvenimenti di cronaca o agli argomenti che a turno il Governo decide di portare alla ribalta (vedi le tariffe RC Auto) c’è una costante di questo fenomeno che rappresenta un vero e proprio cancro per la collettività.

In estrema sintesi, possiamo riassumere le tipologie di sinistro in:

  1. atti di Dio
  2. sinistri dovuti a disattenzione o negligenza
  3. frodi assicurative

Mentre nella prima è chiaramente impossibile agire, sulle ultime due esistono nuovi modelli di assicurazione (vedi insurtech e social insurance) che possono apportare dei benefici grazie al “controllo sociale” messo in atto.

In questi modelli, quando un assicurato acquista una polizza viene inserito in un gruppo insieme ad altre persone che hanno acquistato la stessa tipologia di polizza. Ogni membro viene informato sui sinistri aperti dagli altri assicurati, il cui comportamento incide sul proprio premio di polizza.

Aprendo falsi sinistri l’assicurato rischia la disapprovazione degli altri membri, nonché l’espulsione della community. Non è tanto il fatto che l’assicurazione possa riscontrare un aumento per l’annualità successiva (come in parte avviene già, ad esempio nel ramo auto) quanto il fatto che la reputazione del singolo assicurato venga pubblicamente compromessa, con l’aggiunta della possibilità di essere redarguito dai “colleghi di gruppo” che si vedono ridotto il proprio rimborso.

È quello che chiamiamo “effetto educativo di Mockus”.

La reputazione vale più di mille punizioni

Quando nel 2004 Antanas Mockus venne eletto sindaco di Bogotà (una città di 8 milioni di abitanti) la città stava affrontando una fase di notevoli difficoltà: dalla scarsezza dell’acqua potabile a un traffico urbano praticamente insostenibile. Il traffico aveva raggiunto livelli tali che era più che normale trovare macchine parcheggiate sui marciapiedi, pedoni investiti e così via.

La prima decisione fu di attuare il pugno di ferro ed aumentare sensibilmente l’ammontare delle multe per le infrazioni commesse alla guida, ma questa prima operazione non portò i frutti sperati.

Le persone non erano sensibili ad una variazione del costo delle multe. Non si stava toccando qualcosa che importava veramente ai cittadini di Bogotà.

Che fare allora?

Il sindaco si concentrò su qualcosa di molto più intangibile ma efficace: colpire i cittadini nella reputazione personale.

Per una ragione atavica e culturale le principali fonte di preoccupazione per i colombiani sono l’umiliazione e l’orgoglio.

Che delle multe salate potessero colpire questi valori era improbabile. Molto più probabile, invece, era che la “pubblica gogna” rappresentasse qualcosa a cui i cittadini avrebbero prestato molta più attenzione.

La soluzione fu allora quella di “sguinzagliare” per le strade di Bogotà una serie di mimi e clown il cui compito era prendere in giro segnalando con gesti, cartelloni o altri strumenti di scherno le persone o automobilisti che commettevano un’infrazione.

Bogotà

Risultato? Gli incidenti e le infrazioni stradali vennero dimezzate in pochi mesi, al punto da organizzare corsi di mimo per gli agenti di polizia urbana.

Una cosa simile avviene in Guatemala dove il fenomeno dei pagamenti arretrati delle spese condominiali da parte dei singoli condomini (suona familiare?) viene gestito con la cosiddetta “pizarra de los morosos” (la lavagna dei morosi).

Nell’ingresso dei condomini viene appesa una lavagna sulla quale vengono scritti nomi e cognomi degli inquilini che non hanno pagato le rate delle spese condominiali. L’effetto “brutta figura” fa si che molti condomini paghino puntualmente le rate delle spese per evitare l’affissione sul “muro della vergogna”.

Se la reputazione si traduce poi ANCHE in ricadute sul portafoglio ecco che abbiamo chiuso il cerchio.

Non è infrequente, infatti, che l’anno successivo vengano applicate penali e maggiorazioni a coloro che sono risultati “morosos”.

Un sistema dal quale il nostro settore assicurativo può prendere spunto e anzi, lo sta già facendo con innovazioni e modelli innovativi che stanno andando proprio in questa direzione.

Incentivare comportamenti virtuosi facendo leva sulla reputazione personale di ciascuno.

Chissà che gli italiani reagiscano come i colombiani?  🙂

 

 

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