Esame d’avvocato, facciamo chiarezza

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Esame d’avvocato, in quanti lo superano?

Per esercitare la professione di avvocato è necessario il superamento dell’esame di stato in avvocatura.

Tutti gli anni si svolge l’esame che è in parte scritto ed in parte orale. La parte scritta viene normalmente svolta intorno al mese di Dicembre, mentre le date della prova orale dipendono dall’uscita dei risultati delle prove scritte (tendenzialmente dopo l’estate).

L’evento coinvolge migliaia di giovani (e alcuni anche meno giovani) neo-laureati in Giurisprudenza che hanno svolto un periodo di pratica forense presso uno studio legale (almeno un anno e mezzo, ma erano due anni fino a poco tempo fa).

 

Ma quanti sono gli avvocati in Italia?

Sono circa 242.000 gli avvocati regolarmente residenti in Italia (dato dell’anno 2018). Ci sono quindi circa 4 avvocati ogni 1.000 abitanti.

L’Italia è il 2° paese per numero di avvocati in Europa ed il 3° per concentrazione di avvocati (con una popolazione di 60 milioni di abitanti ci sono quindi circa 4 avvocati ogni 1000 abitanti).

In altri paesi Europei i numeri sono nettamente inferiori, in Germania gli avvocati sono 163.690 (a fronte di una popolazione di 82 milioni di abitanti) e in Francia sono 60.223 (abitanti 67 milioni).

 

esame avvocato
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Come funziona l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato?

Una volta concluso il periodo di tirocinio forense ed ottenuto un apposito certificato da parte del Consiglio dell’Ordine, il praticante avvocato potrà iscriversi alla sessione annuale dell’esame di avvocato.

L’esame si compone di una parte scritta (articolata in tre prove) di una parte orale.

Per poter accedere all’esame orale è necessario prima aver superato la prova scritta.

Se il candidato supera anche l’esame orale conseguirà l’abilitazione per poter svolgere la professione e potrà dunque iscriversi all’Albo degli Avvocati presso l’Ordine di riferimento.

Il mancato superamento dell’esame non impedisce di svolgere la professione, ma costringe a svolgerla con notevoli limitazioni rispetto a chi il titolo l’ha già acquisito. Ad esempio si può affrontare un contenzioso fino a un tetto massimo di circa 25.000 euro e non si può accedere ad incarichi fiduciari importanti per i quali è sempre richiesto il titolo pieno.

 

Quanti sono i candidati che superano l’esame d’avvocato?

Le correzioni avvengono suddividendo i candidati per provincia e i promossi vengono pubblicati dalle segreterie delle Corti di Appello. In media i candidati che superano lo scritto sono circa il 50%, ma in alcuni casi (cioè in alcune provincie) la percentuale è anche inferiore, ci sono stati anni in cui in alcune provincie solo il 20% ha superato l’esame scritto.

Proprio per questo motivo c’è molta impazienza tra i canditati che hanno superato la prima fase e si preparano alla seconda restando in attesa dell’esame orale.

Se andiamo a guardare i numeri invece di chi supera l’esame finale complessivo (quindi sia scritto che orale) ottenendo l’abilitazione, negli ultimi anni la percentuale è scesa moltissimo, quasi sempre sotto il 20% di chi partecipa e talvolta intorno al 10% in diverse sedi.

L’esame è diventato più rigido nelle procedure di correzione, forse un po’ per limitare il numero di nuovi avvocati visto il dato già molto elevato per il nostro paese e un po’ per scoraggiare le raccomandazioni.

Ciò detto, non sempre la rigidità sembra andare di pari passo con l’essere scrupolosi, infatti da tempo nell’ambiente gira voce che le correzioni siano fatte a campione, senza neppure leggere i compiti oppure leggendo solo le prime righe.

In alcuni casi è anche legittimo pensarlo dato che è difficilmente immaginabile (umanamente) che possano essere corretti tutti e con la dovuta attenzione in provincie dove il numero è di diverse migliaia (vedi il foro di Napoli).

 

E se supero l’esame di avvocato?

La prima cosa da sapere per un giovane avvocato è che in quanto professionista abilitato è tenuto a contrarre una polizza assicurativa RC professionale (D.P.R. 137/2012- 14/08/2012).

L’assicurazione di Responsabilità Civile professionale tutela il professionista dai rischi che possono manifestarsi durante lo svolgimento della sua attività lavorativa, proteggendo così il suo patrimonio da eventuali richieste di risarcimento danni.

Questo tipo di polizza risarcisce il cliente dal danno di natura economica che il professionista potrebbe provocare in modo involontario, per un errore o una dimenticanza, nell’esercizio della sua attività lavorativa.

I premi assicurativi per questo tipo di polizza possono essere anche molto convenienti, puoi provare a fare subito un preventivo qui.

 

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