INAIL e assicurazione sul lavoro nel mondo della Gig-Economy

Assicurazione Gig-Economy riders

Secondo Wikipedia la Gig-Economy è l’economia dei lavoretti, ovvero il reclutamento di personale (quasi sempre giovanile) da parte di multinazionali, utilizzo come fattorini nella distribuzione e consegna di vari prodotti (cibo, bevande, pacchi e documenti, ecc.) tramite app adoperate dai consumatori.

Un’accezione più ampia del termine (che tra l’altro chi scrive preferisce) la definisce come un modello economico dove non esistono più le prestazioni lavorative continuative (“il posto fisso” di Checco Zalone) ma si lavora on demand, cioè solo quando c’è richiesta per i propri servizi, prodotti o competenze, gestendo domanda e offerta online tramite portali o applicazioni web.

Gli esempi sono innumerevoli e vanno dalla consegna di cibo a domicilio con i cosiddetti “riders” (Foodora, Deliveroo), all’affitto di appartamenti privati (AirBnb), all’attività di freelance (Fiverr, Jobby).

Ciò premesso, la domanda che sorge è: come garantire adeguate coperture assicurative a questi lavoratori?

Come applicare il concetto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ad un mondo in cui lo stesso lavoro ha un significato radicalmente mutato?

A scanso di equivoci, la domanda sul come tutelare i lavoratori non è valida solo per coloro inquadrati come “freelance” (Partita Iva) o come “collaboratori occasionali”, ma bensì anche per collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.) o altre forme ibride di impiego di tipo subordinato.

Il tema è molto caldo in questi giorni proprio per le trattative in corso tra il ministro Di Maio e alcune società di consegna cibo a domicilio che hanno abbozzato una “carta dei valori del food delivery” che preveda una serie di tutele a favore dei lavoratori della Gig-Economy del settore alimentare.

Da osservare che da questi primi accordi la soluzione a tutti i mali è individuata nell’INAIL. La cosa non è sorprendente, c’è in effetti poca conoscenza del tema (ma quanto sono noiose le assicurazioni?!?) e spesso quando chiediamo alle community che si rivolgono a noi “come tuteli i tuoi collaboratori occasionali?” ci sentiamo spesso rispondere “ma sono già protetti, hanno l’INAIL!”.

Ecco, lasciate che vi spieghiamo perché non è così.

La differenza tra INAIL e assicurazione privata

Coloro che pensano che il lavoro subordinato, essendo soggetto all’obbligatorietà dell’Assicurazione sugli Infortuni INAIL, non necessiti di una polizza infortuni privata è meglio che allaccino le cinture per quello che leggerete in seguito.

INAIL e assicurazioni sul lavoro nel mondo della Gig-Economy

L’Assicurazione obbligatoria per gli Infortuni sul lavoro (disciplinata dal D.P.R. 1124/65) è obbligatoria per legge ed è sempre operativa anche se il datore di lavoro non versa il contributo previsto (a differenza dell’assicurazione privata che non si attiva in caso di mancato pagamento del premio ai sensi dell’art. 1901 c.c.).

Oltre a questa sostanziale differenza ne esistono tutta una serie, che per evitare di farvi addormentare nella lettura e rendere il tutto il più sintetico possibile riportiamo nella tabella seguente. Non è forse esaustiva al 100% ma sicuramente di facile lettura e a prova di sonno (per maggiori informazioni potete collegarvi al sito web dell’INAIL).

INAIL

Assicurazione Privata

1) AssicuratiCopre indistintamente tutti i lavoratori (anche quelli irregolari) e indipendentemente dal versamento del contributo da parte del datore di lavoro.

E’ inoltre obbligatoria per alcune categorie di soggetti (dipendenti, artigiani, apprendisti).

Nella Polizza devono essere identificati gli assicurati che si vuole coprire (nome, cognome, ecc.).

Volendo, la polizza può inoltre essere stipulata da chiunque (anche un disoccupato o uno studente).

2) BeneficiariSono stabiliti dalla legge.Possono essere designati liberamente.
3) Somma assicurabileLe Somme e i Capitali dipendono dall’entità del reddito del lavoratore.È il contraente/assicurato che sceglie liberamente somme e capitali da assicurare.
4) CoperturaSolo durante l’orario di lavoro (infortuni professionali) e per il rischio in itinere (tragitto casa-lavoro e lavoro-casa).Può coprire gli infortuni professionali ma volendo anche gli infortuni extra-professionali (occorsi durante il tempo libero).
5) Infortunio da circolazione del veicoloPrevede sempre l’esclusione degli Infortuni del Conducente in caso di responsabilità accertata nel sinistro.L’indennizzo non è vincolato alla responsabilità o meno del conducente.
6) Garanzie e coperture:
a) Indennità giornaliera per Inabilità Temporanea

 

Per i primi 90 giorni: vale il 60% della retribuzione media giornaliera (dei 15 gg precedenti l’infortunio)

Dal 91° giorno fino a guarigione clinica: 75% della retribuzione media giornaliera.

E’ erogata dal 4° giorno successivo alla data dell’infortunio (i primi 3 giorni sono a carico del datore di lavoro).

Garanzia che può liberamente essere inserita in polizza con somma e massimali di indennizzo a scelta del contraente.
b) Danno Biologico (menomazione integrità psico-fisica)Indennizzo valutato in base al grado di menomazione indicato dalla tabella del Decreto Legislativo 38/2000.

Menomazione inferiore al 6%: non spetta nessun indennizzo.

Menomazione tra 6%-15%:  indennizzo sotto forma di capitale (quindi somma fissa).

Menomazione tra 16%-100%: indennizzo sotto forma di Rendita.

Non esiste la possibilità di assicurare il Danno Biologico. Si parla invece in questo caso di assicurare la cosiddetta “invalidità permanente” (vedi punto c). Esistono apposite tabelle che indicano per ogni tipo di infortunio la percentuale di invalidità permanente corrispondente.
c) Invalidità permanente Non considerata (vedi Danno Biologico).A differenza del danno biologico e dell’indennità giornaliera INAIL, la somma assicurabile per l’invalidità permanente non è vincolata alla capacità di produrre reddito ma può essere scelta liberamente.
d) MorteBeneficio una tantum il cui importo è stabilito da un Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (sono comunque esclusi i decessi avvenuti per malattia professionale).Capitale liberamente assicurabile a scelta del contraente di polizza.
e) Altre garanzieRendita ai superstiti (prestazione economica per i familiari)

Assegno funerario (i beneficiari saranno i familiari del lavoratore deceduto) con cifra indicata da Decreto del Ministero del Lavoro.

Assegno per l’assistenza personale continuativa (integrazione della rendita corrisposta soltanto in alcuni casi).

 Malattia professionale L’INAIL la considera tra le coperture fornite (salvo le eccezioni già indicate in questa tabella). Alcuni prodotti e compagnie permettono di inserire questa ulteriore copertura in polizza (con massimali a scelta).

Notate le differenze? Parecchie vero?

Innanzitutto bisogna distinguere l’infortunio dalla malattia (alias non bisogna far di tutta l’erba un fascio “sto male” ma capirne la causa “si, ma perché stai male?“).

L’infortunio è un evento violento ed esterno che produce lesioni constatabili (es. cadere dalla scala).

La malattia è invece un’alterazione interna dello stato di salute (es. un tumore).

Differenza malattia e infortunio assicurazioni

 

Ma la differenza su cui porre maggiore attenzione è quella al numero 3 della tabella: come pensate venga indennizzato da parte dell’INAIL un lavoratore che consegna cibo a domicilio per pochi giorni al mese con una paga di qualche euro all’ora?

Seppure da un punto di vista etico possiamo interrogarci se effettivamente la gamba amputata di un manager che guadagna diverse migliaia di euro al mese valga più della gamba amputata di un lavoratore precario, i fatti ci dicono che un liquidatore INAIL dovrebbe effettivamente distinguere i due importi (tra l’altro glielo impone la legge).

Per darvi un riferimento (molto spesso non è ben chiaro il concetto di percentuale di invalidità) vi riportiamo un estratto delle tabelle del grado invalidità dell’INAIL.

Tabella invalidità iNAIL

Quindi se perdete l’indice destro viene considerata un’invalidità del 15%.

Ora, casi di cronaca recente hanno purtroppo portato alla ribalta il rischio a cui sono soggetti i lavoratori della Gig-Economy. Ma chi glielo spiega a quel ragazzo che riceverà dall’INAIL un assegno da poco o nulla perché l’indennizzo deve essere parametrato al suo guadagno (spesso pochi euro all’ora)?

Queste semplici considerazioni ci aiutano a capire perché le assicurazioni private – e la connessa possibilità di scegliere le somme e i capitali da assicurare liberamente – siano effettivamente la soluzione alla quale i datori della Gig-Economy dovrebbero rivolgersi per tutelare appieno i propri collaboratori.

Ma di questo sentiremo sicuramente parlare nei prossimi giorni…

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