Due chiacchiere con Matteo, responsabile marketing e partnership strategiche

Intervista a Matteo Gallo

Alla stregua della chiacchierata intrattenuta con Giuliano, abbiamo intervistato un altro co-fondatore della start-up, Matteo Gallo, che in Axieme ricopre il ruolo di responsabile marketing e partnership strategiche.

Matteo, parlaci un po’ di te

Classe 1985, dopo una laurea in Economia e Direzione delle Imprese presso l’Università di Torino, le mie esperienze professionali più rilevanti si sono svolte presso un primario Gruppo Bancario Italiano.
Nel frattempo, seguendo i miei interessi e assecondando le mie passioni, ho intrapreso una serie di attività imprenditoriali per sviluppare e far crescere a Torino l’ecosistema dell’innovazione e, in particolare, nel 2013 ho fondato con alcuni soci Talent Garden Torino, parte del più grande network europeo di coworking nel campo del digitale.
Nel 2016 quasi casualmente ho “ritrovato” Edoardo, con il quale avevo condiviso parte del mio percorso universitario, e scambiandoci idee e visioni sono stato immediatamente affascinato dalla sua prospettiva di cambiamento del mondo assicurativo. Il suo entusiasmo mi ha contagiato a tal punto che, dopo qualche mese di brainstorming, abbiamo deciso di fondare Axieme.

Nello specifico di cosa ti occupi in Axieme?

In Axieme sono il responsabile delle attività di marketing e, come in tante altre start up, lavoro a stretto (e prezioso) contatto con il nostro CTO Marco e con Edoardo il Ceo di Axieme.

Con l’indispensabile supporto del resto del team e talvolta con la collaborazione di alcuni fornitori esterni, mi occupo dell’iter di pianificazione-sviluppo-esecuzione del nostro piano di marketing.

La progettazione e la realizzazione delle campagne di advertising sono solo alcune delle attività che svolgo con gli altri membri del team con i quali seguo inoltre l’intero processo di comunicazione, attività che -come ben immaginate- è molto impegnativa per Axieme.

Il focus della comunicazione di Axieme per il 2018?

Più nello specifico, nell’ultimo periodo (e si continuerà nel 2018) stiamo mettendo in atto una strategia di growth hacking. Immagino che molti di voi sappiano già di cosa si tratti: è un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali di marketing per individuare i modi più efficaci per far crescere un business.

Sembrerà banale dirlo ma voglio fare presente che nello svolgimento di tutte queste svariate attività il ruolo di responsabile è solo l’apice di un lavoro di squadra che funziona e che cresce giorno dopo giorno grazie all’entusiasmo e alle competenze delle persone che ne fanno parte.

Perché hai creduto fosse il momento giusto per lanciarsi in una start up in ambito assicurativo?

Negli ultimi anni il mondo delle assicurazioni è in piena rivoluzione. L’evoluzione di nuove tecnologie sta portando grandi cambiamenti nei prodotti e nei processi assicurativi. Chiunque si sta accorgendo che tutto è più veloce e anche i broker assicurativi hanno compreso che salire a bordo di questo treno non è solo più un’opzione ma una necessità se si vuole rimanere competitivi nel mercato.
Sono convinto che questa rivoluzione nel mondo assicurativo offra una grande opportunità ai players tradizionali, per fare evolvere il proprio modello di business.
La vera sfida è cercare di far incontrare tradizione e novità, basti pensare che nel nord Europa le start up lavorano fianco a fianco con le assicurazioni e collaborano con obiettivi comuni già da diverso tempo, mentre in Italia questo ecosistema, capace di sostenere e far crescere le nostre start up si sta sviluppando solo negli ultimi anni.

Secondo te perchè?

Fondamentalmente è sempre mancata la cultura dell’innovazione assicurativa. E’ una contraddizione se si pensa che siamo tra i paesi più connessi al mondo (specie da mobile) e siamo quelli che più amano lo sharing di idee, opinioni, commenti.
Come indicato nell’edizione 2017 del World Insurance Report, di oltre 8,000 clienti intervistati a livello mondiale, circa un terzo ha affermato di aver avuto contatti con una Insurtech in via esclusiva o in combinazione con i canali esistenti per accedere a servizi assicurativi.
Inoltre, Il concetto di peer-to- peer nel mondo assicurativo è molto vicino a quello spirito mutualistico per il quale tutte le assicurazioni sono nate.  Le tecnologie oggi offrono uno strumento che permette di creare network, semplificare e rendere più trasparenti i processi, con evidenti vantaggi nella riduzione dei costi.
Infine concludo con un po’ di romanticismo: Il buon proposito di aiutare le persone ad avere una copertura contro i rischi a cui va incontro nella propria vita, ma senza approfittarsene, eliminando quella mancanza di trasparenza che i clienti lamentano, specialmente quando si entra in zone “risarcimenti”. Eliminare quell’atteggiamento antagonistico che conduce gli assicurati a vedere nella propria compagnia non un proprio alleato, ma un potenziale nemico, e che di conseguenza genera spesso, negli assicurati, comportamenti fraudolenti.
Ecco questi sono i motivi che mi hanno spinto a credere che fosse il momento giusto per lanciarsi nel mondo dell’insurtech.

Su che cosa stai lavorando per il 2018?

Per chiarezza andrei per punti:
 Stiamo rivedendo il look and feel del nostro sito per rendere ancora più chiara la nostra value propotion. Per fine gennaio lanceremo la nuova release del sito, nella quale tra l’altro daremo maggiore visibilità ai nostri partner assicurativi : stay tuned!
 Daremo ufficialmente il via al servizio Axieme dedicato alle “Corporate”. Utilizzeremo il nostro modello social per proporre prodotti assicurativi alle aziende;
 Abbiamo creato un team ad hoc che si occuperà specificamente di assicurare le communities in quanto le esigenze assicurative di queste ultime oggi difficilmente trovano risposta nelle compagnie tradizionali;
 Stiamo lavorando per dare maggiore enfasi ai nostri vantaggi, in particolare al pilastro della Trasparenza. Come già vi abbiamo raccontato, Giuliano e i suoi compagni di viaggio stanno realizzando un chatbot proprietario che sarà in grado di dare risposte puntuali ai nostri clienti sulle polizze acquistabili su Axieme

Vi terremo aggiornati sull’evoluzione di questi punti nei prossimi mesi.

Perché, secondo te, è importante rivolgersi al mercato delle communities?

Rispondere alle esigenze delle communities, spesso trascurate dalle grandi compagnie assicurative perché ritenute marginali e poco redditizie, rappresenta per noi un potenziale che non si può sottovalutare.
Innanzitutto mi preme sottolineare che molte delle nuove figure professionali che si stanno sviluppando oggi derivano da communities, basti pensare a BlaBalCar, AirBnB, Gnammo etc.
In questo contesto, Axieme ha l’ambizione di riportare al centro dell’attenzione il valore della community, promuovendo il concetto di “solidarietà“. In effetti, ciò che avveniva con i primi tentativi di assicurazione nella storia era proprio questo: le prime società di mutuo soccorso operavano con il cardine base della solidarietà.
Un ultimo, ma non meno importante, buon motivo per cui mi pare rilevante dialogare con le communities è l’esplosione della sharing economy nel settore assicurativo e, a tal proposito, si prenda ad esempio: Friendsurance in Germania, Guevara in Inghilterra, Inspeer in Francia e Lemonade negli Stati Uniti. Hanno successo per la maggiore socievolezza percepita dagli
utenti.

Quali sono i vostri canali per entrare in contatto con le communities?

Stiamo partecipando a molti eventi -anche in qualità di relatori- collegati alla sharing economy, un modello economico che sta alla base di tante communities che stanno crescendo molto velocemente in Italia. Questi eventi per noi sono una fucina di lead in quanto ormai tutte le communities si sono rese conto di avere delle esigenze assicurative, ma pochi players sono pronti a dare una risposta soddisfacente per tali bisogni.

Inoltre, come già discusso in altri nostri articoli, la percentuale di italiani che acquistano assicurazioni su internet è il 6%, ciò significa che il 94% degli italiani si rivolge ancora ad un assicuratore in carne ed ossa per acquistare polizze. Pertanto, anche per le communities riteniamo fondamentale il supporto degli agenti che hanno scelto di promuovere il modello di Axieme. La loro capillarità e conoscenza del territorio sarà per noi una leva vincente, continuiamo ad esserne profondamente convinti.
Per ultimo, il mezzo di diffusione del “modello Axieme” che, per ora, ci ha dato maggiori soddisfazioni è il passaparola tra le diverse communities. E questo è per noi l’attestato del buon lavoro che stiamo svolgendo.

Ah, dimenticavo, quest’anno partiremo con una serie di campagne digital rivolte alle communities, ma non vi posso dire di più 😉
Come sempre, #stay tuned!

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