Che cos’è e a cosa serve la polizza infortuni?

 

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La polizza infortuni è l’assicurazione che ti tutela nel caso tu ti faccia male nel corso dell’attività lavorativa o durante il tempo libero.

Farsi male? In che senso?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto spiegare qual è la definizione di “infortunio”: un evento provocato da cause fortuite, esterne oppure violente.

La prima considerazione è che l’infortunio deve essere scatenato da un evento non prevedibile o inevitabile. Quindi non è infortunio se ci troviamo coinvolti in una rissa oppure a seguito di un tentato suicidio. Sono invece da valutare caso per caso situazioni particolari, come ad esempio la lesione di un tendine: è indennizzabile? Dipende, potrebbe essere stata causata da un evento fortuito (un particolare sforzo) anche se non è detto che la causa del trauma sia esterna (per esempio il tendine potrebbe essere stato danneggiato tempo prima e ulteriori sforzi ne hanno poi provocato la rottura).

La seconda considerazione è che l’infortunio causa alle persone danni fisici constatabili.

Questa precisazione è doverosa perché molto spesso l’infortunio viene confuso con la malattia.

Certo, entrambe le cose vi possono portare in ospedale 😁 ma per motivi diversi.

L’infortunio è un evento di particolare violenza esterno, mentre la malattia è un’alterazione dello stato di salute interno.

Se cadete dalla scala e vi rompete una gamba è un infortunio, ma se vi viene diagnosticata un’insufficienza renale si tratta di una malattia (e quest’ultima può essere coperta da una polizza sanitaria/malattia).

Per approfondire la differenza tra una polizza infortunio e una polizza sanitaria leggete qui.

Perciò, attenti a non confondervi!

 

Cosa copre la polizza infortuni?

La polizza infortuni è un’assicurazione di tipo “indennitario”, cioè prevede un “indennizzo” in favore dell’assicurato che si è infortunato con il fine di fornirgli una somma di denaro in ragione del pregiudizio subito.

La somma di denaro serve per compensare l’assicurato in virtù del fatto che durante la guarigione non potrà lavorare (e quindi guadagnare) e sarà eventualmente anche costretto a letto o con movimenti inibiti (pensiamo al gesso) che gli impediranno di svolgere anche attività ludiche o sportive.

L’infortunio quindi, per essere considerato indennizzabile, deve causare lesioni fisiche (e quindi non psicologiche) obiettivamente constatabili che abbiano, come conseguenza, un’inabilità temporanea, un’invalidità permanente o il decesso.

In quest’ultimo caso, il peggiore, il capitale pagato dalla compagnia assicurativa verrà riconosciuto agli eredi o ai beneficiari indicati sulla polizza dall’assicurato.

polizza infortuni
polizza infortuni

Una tipica polizza infortuni prevede le seguenti garanzie:

 

  • Capitale Invalidità Permanente: riconosce un indennizzo proporzionato alla percentuale di invalidità riconosciuta (vedi esempio più sotto)
  • Rimborso spese mediche: prevede il rimborso delle spese sostenute e documentate a seguito di infortunio (radiografie, esami, visite)
  • Diaria da gessatura: corrisponde un importo per ogni giorno in cui si è dovuto portare il gesso
  • Diaria da ricovero: corrisponde un importo per ogni giorno in cui si è stati ricoverati
  • Diaria da convalescenza: corrisponde un importo per ogni giorno di convalescenza, di norma lo stesso numero di giorni del ricovero
  • Assistenza: una serie di servizi complementari che possono assistere l’infortunato durante la convalescenza, come ad esempio un baby-sitter che possa andare a prendere i figli a scuola o un’infermiera a domicilio
  • Capitale morte: in caso di decesso a seguito di infortunio prevede un indennizzo in denaro a chi è indicato come beneficiario in polizza

 

Un esempio di indennizzo per la polizza infortuni

Con esempio apparirà tutto più chiaro.

Mettiamo che abbiate una polizza infortuni con i seguenti capitali assicurati:

  • capitale invalidità permanente di 100.000 €
  • rimborso spese mediche fino a 2.000 €
  • diaria da gessatura di 30 € al giorno
  • capitale morte di 50.000 €

 

Vi rompete un femore e dovete sostenere spese per visite mediche e analisi per un totale di 600 €. Dopo aver portato il gesso per 40 giorni siete guariti e vi recate dal medico legale indicato dalla compagnia assicurativa per la visita che servirà a stabilire il grado di invalidità permanente.

Questo termine non deve spaventare, l’invalidità permanente è misurata in percentuale (da 0% a 100%) e serve solo a stabilire quanto quell’infortunio abbia “invalidato” il vostro corpo.

Anche dopo una semplice frattura avrete una piccola percentuale di invalidità permanente, dovuta al fatto che per tutta la vita il vostro osso avrà una “cicatrice”, e se Dr. House 👨‍⚕si mettesse a guardare una vostra radiografia 🔎 anche tra 10 anni potrebbe scoprirlo.

Comunque per piccole percentuali non si tratta nulla di grave.

Tornando alla visita medico-legale, il dottore dichiara che il grado di invalidità permanente è del 2%.

A quanto ammonterebbe l’indennizzo?

  • Invalidità permanente: 2% di 100.000 € = 2.000 €
  • Rimborso spese mediche: 600 €
  • Diaria da gessatura: 40 gg x 30 € = 1.200 €
  • Capitale morte (fortunatamente!): 0 €

L’indennizzo totale sarebbe di 3.800 €.

Sono doverose due brevi precisazioni:

  • Nell’esempio soprastante non abbiamo considerato un’eventuale franchigia che però è molto probabile sulle polizze infortuni. Se, ad esempio, la franchigia sull’invalidità permanente fosse stata del 3% non ci sarebbe stato alcun indennizzo (dato che il 2% stabilito è inferiore alla franchigia).

 

  • Esistono polizze infortuni di tipo “forfettario”, ovvero che non devono basarsi sulla visita medico-legale per stabilire l’indennizzo dovuto, ma associano – tramite una tabella chiaramente indicata nelle condizioni di polizza – a ciascun tipo di infortunio un importo di indennizzo. Quindi ad es. “rottura polso = 1000€” o “rottura femore = 2000€” e così via.

 

Per capire meglio questa differenza dai un’occhiata al nostro video:

 

A chi è rivolta e a chi non è rivolta la polizza infortuni

La polizza infortuni è particolarmente indicata per i liberi professionisti e gli autonomi, che in caso di infortunio si troverebbero a non lavorare (e a non produrre reddito) senza particolari tutele.

Tuttavia, tutti i cittadini possono acquistare una polizza assicurativa che li risarcisca in caso di infortunio e la sua utilità non può mai essere messa in discussione, anche per chi svolge lavoro subordinato, e quindi è già tutelato dall’Assicurazione obbligatoria INAIL sugli infortuni sul lavoro.

Ci sono però soggetti non assicurabili. Si tratta di tutte quelle persone che sono affette da alcolismo, tossicodipendenza, A.I.D.S. o depressione. Nel caso in cui queste malattie si dovessero presentare successivamente al momento della stipula, e quindi quando il soggetto è considerato sano, comporterebbero la cessazione del contratto.

Infine, è giusto precisare che esistono categorie di rischi che le compagnie di assicurazione vogliono assumere soltanto a determinate condizioni e con molte limitazioni. Parliamo in questo caso dei rischi sportivi connessi ad attività come motociclismo, alpinismo e tutti gli sport agonistici (in quel caso l’importanza e l’ammontare dell’indennizzo avrebbe un peso sicuramente diverso rispetto a una persona che non basa il suo compenso dallo sport).

Un esempio di infortunio coperto da polizza assicurativa

Un esempio ti farà capire ancora meglio di cosa si tratta. Un sinistro stradale dovuto ad un attraversamento di animale selvatico è coperto perché era un evento imponderabile. Un sinistro stradale dovuto a stato di ebbrezza, invece, non lo è perché era prevedibile che mettersi al volante ubriaco generasse problemi.

Può prevedere il rimborso delle spese mediche di cura e può essere il motivo per cui molte persone decidono di stipulare una polizza assicurativa che risarcisca il contraente in caso di incidente. Le conseguenze di un infortunio possono essere la morte, l’invalidità permanente oppure un’inabilità temporanea, in una diversa scala di eventi che vanno analizzati casi per caso.

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