Quando una polizza giunge a scadenza la copertura dell’assicurazione è valida fino al quindicesimo giorno oltre la data di scadenza.

Questa regola trova il fondamento nell’articolo 1901 del codice civile, che cita “(…) se alle scadenze convenute il contraente non paga i premi successivi, l’assicurazione resta sospesa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza”.

Il termine “sospesa” vuol dire che la polizza resta attiva, ma in attesa di essere rinnovata.

La ragion d’essere di questa norma sta nel voler introdurre una certa “flessibilità” per eventi imprevisti che rischierebbero di porre l’assicurato in una situazione di mancata copertura.

Pensiamo ad esempio a una coppia di coniugi assicurati sulla propria casa. La scadenza della loro polizza è prevista il giorno 10 giugno. La coppia parte il 2 giugno per una crociera di due settimane e si dimenticano di saldare il rinnovo della polizza prima della loro partenza. Senza l’art. 1901 la loro abitazione non sarebbe più protetta a partire dall’11 giugno, ma grazie all’estensione automatica dei quindici giorni i coniugi avranno tutto il tempo di rientrare a casa e pagare l’assicurazione entro il 25 giugno, giorno in cui invece la copertura cesserebbe definitivamente se non provvedessero al rinnovo.

Lo stesso imprevisto potrebbe avvenire con scadenze che cadono a cavallo del week-end o di ferie nel corso delle quali le stesse agenzie assicurative potrebbero essere chiuse.

Questo “limbo” di 15 giorni di estensione viene anche chiamato, in gergo “assicuratese”, periodo di comporto.

È da notare che la copertura è valida purché avvenga il rinnovo entro i 15 giorni, per questo come già accennato il codice civile parla di “sospesa”, in quanto la polizza è in attesa di essere rinnovata.

Ipotizziamo che i coniugi subiscano un furto nell’appartamento durante la loro assenza il giorno 15 giugno (ovvero il quinto giorno successivo alla scadenza). Il sinistro sarebbe indennizzabile purché il rinnovo avvenga entro il 25 giugno (15° giorno dopo la scadenza). Se i coniugi si presentassero in agenzia per pagare il rinnovo il giorno 26 giugno (16° giorno dopo la scadenza, quindi oltre il periodo di comporto) il furto avvenuto non sarebbe più indennizzabile.

Questa estensione è valida anche per l’assicurazione auto?

Per rispondere dobbiamo prima fare un passo indietro. A seguito dell’introduzione del cosiddetto “Decreto Bersani”, dal 2013 è stato abolito il tacito rinnovo delle polizze Rca. L’assicurato (o meglio il contraente, ovvero colui a cui è intestata la polizza, che non è sempre detto coincida con l’assicurato) non deve più inviare disdetta alla compagnia con il dovuto preavviso se desidera cambiare compagnia.

(N.B. l’obbligo di disdetta rimane invece in vigore per tutte le altre tipologie di assicurazione)

Prima del 2013 la normativa prevedeva l’estensione dei 15 giorni solo in caso di rinnovo con la stessa compagnia. Se quindi 40 giorni prima della scadenza avessi inviato disdetta alla mia “vecchia” compagnia in quanto prevedevo di rivolgermi ad una “nuova” compagnia, la vecchia avrebbe terminato la sua copertura alle ore 24.00 del giorno esatto della scadenza.

E Dopo il 2013?

Dal 2013 invece, poiché non vi è più obbligo di disdetta, la mia “vecchia” compagnia non può sapere con largo anticipo se rinnoverò oppure no. Di fatto, potrei decidere anche il 3° o il 4° giorno dopo la scadenza che desidero passare ad una “nuova compagnia”, quindi la compagnia precedente avrebbe l’onere di coprire questi 3 o 4 quattro giorni successivi alla scadenza. È per questo che “tutte le compagnie sono obbligate a garantire la copertura per i quindici giorni successivi alla scadenza del contratto, indipendentemente dal fatto che l’automobilista rinnoverà con la medesima compagnia”. Ovviamente sarà necessario dimostrare, in caso di sinistro, di aver stipulato una polizza con un’altra compagnia e quindi di essere in copertura.

Lo ha stabilito una Circolare del Ministero dell’Interno datata 14 febbraio 2013 (a San Valentino, che romanticoni!) con la quale è stato chiarito questo aspetto ed prevista espressamente l’estensione della copertura assicurativa per un periodo di quindici giorni dalla scadenza annuale, in attesa che l’assicurato (contraente, ndr) rinnovi con la medesima compagnia o sottoscriva un altro contratto in tempo utile.

Ovviamente l’estensione dei 15 giorni è obbligatoria ed è il minimo previsto dalla legge, ma non è detto che si limiti a questa durata, le compagnie hanno infatti la facoltà di prevedere tramite apposite condizioni di polizza che l’estensione venga prolungata oltre questa durata, ad esempio 20 o 30 giorni. In particolare, le polizze vita non sono soggette all’articolo 1901 del codice civile. Per questo tipo di contratti però bisogna valutare di caso in caso quanto precisato nelle condizioni di polizza.

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