Startup insurtech che innovano

Start-up nel mercato assicurativo 2

Mentre l’enorme potenziale commerciale della maggior parte dei social network deve ancora essere “scoperto” dalle aziende (soprattutto in Italia), molte start-up insurtech e tecnologiche si stanno già adoperando per costruire soluzioni assicurative interamente basate sulla connettività sociale.

Il peer-to-peer (P2P) sta dimostrando di essere un modello di business con un forte potenziale, soprattutto nell’ambito bancario (fintech) e assicurativo (insurtech). Centinaia di start-up, in modi diversi e con approcci diversificati, stanno capitalizzando sull’analisi dei Big Data, dell’Internet of Things (IoT), della tecnologia mobile, AI (intelligenza artificiale) e non ultimo, appunto, i social networks. Attenti però, il social network non va inteso semplicemente come Facebook, sarebbe limitativo.

Facciamo un passo indietro. Quello che Facebook ha fatto (grande intuizione di Mark Zuckerberg) è stato portare sulla rete quello che accadeva da millenni nella vita reale: il “gruppo facebook” sono gli amici del bar del quartiere, la “lista di amici” sono la rubrica del nostro telefono, i “post” con le foto delle vacanze sono le cartoline che mandavamo ai nostri amici dal mare.

In poche parole: fare leva sulle nuove tecnologie per ottimizzare un processo in atto da secoli.

Partendo da questo assunto, nel settore assicurativo molte start-up si sono accorte di questa piccola ma geniale intuizione e vogliono riportare al centro dell’attenzione il valore della community, capitalizzando sul concetto di “solidarietà“.

Ciò che avveniva con i primi tentativi di assicurazione nella storia era proprio questo: le prime società di mutuo soccorso operavano con il cardine base della solidarietà. Pensiamo al gruppo di pescatori di un piccolo paese sul mare. Nel caso in cui una barca dei pescatori fosse affondata, tutti gli altri si impegnavano ad aiutare il malcapitato a ricostruirsi l’imbarcazione, chi con i chiodi, chi con le assi di legno, chi con la manodopera. Tutto ciò per aiutarlo a rimettersi in sesto e permettergli di ricominciare a pescare per mantenere la propria famiglia. Il modello funzionava, tanto che è cresciuto a dismisura fino ad arrivare ai colossi assicurativi di oggi.

Il problema è che, se il principio della condivisione del rischio è rimasto (almeno a livello teorico) quello della prossimità si è completamente perso. Quando vi assicurate presso la vostra agenzia e stipulate una polizza infortuni, state condividendo il rischio con 1 milioni di altre persone, a voi sconosciute, assicurate anch’esse presso la stessa compagnia. C’è solo una piccola differenza: l’asimmetria informativa. La compagnia non condividerà mai con voi i suoi dati sulla semplice formula PREMI RACCOLTI – SINISTRI PAGATI.

start-up insurtech

Le communities sono quindi al centro dell’attenzione di queste startup insurtech che cercano di rispondere alle esigenze che le communities, spesso trascurate dalla grandi compagnie assicurative perché ritenute marginali e poco redditizie, stanno dimostrando di avere. In realtà neanche poi così marginali, anzi, con un enorme potenziale. Pensiamo alle comunità virtuali come BlaBlaCar, AirBnb o Gnammo, solo per fare alcuni esempi. Ottimi spunti per il successo di queste startup:

La start-up insurtech Besure ha sviluppato un portale che aiuta le persone come chitarristi o i proprietari di iPhone, i quali si raggruppano in “pool” e pagano un prezzo per la copertura dei propri oggetti tanto amati che non si può davvero trovare altrove (pochi dollari al mese). Come piattaforma peer-to-peer, Besure lascia agli assicurati (la comunità) il controllo di ogni aspetto del processo, compresa l’aggiudicazione o meno del diritto ad ottenere l’indennizzo.

Bitpark è una start-up insurtech P2P in criptovaluta che deve ancora essere lanciata. La piattaforma sarà particolarmente adatta alle microassicurazioni e le polizze a breve termine. L’obiettivo di Bitpark è portare a bordo le compagnie di assicurazione facendole entrare a far parte del processo. Tutti i partecipanti possono visualizzare il saldo e la cronologia delle transazioni in qualsiasi momento. Per motivi di sicurezza, i fondi possono essere inviati solo ad altri partecipanti.

Bought By Many è un servizio gratuito, per soli soci, che aiuta gli utenti a trovare l’assicurazione per le cose fuori dal comune o per situazioni che non hanno una polizza preconfezionata “a catalogo” disponibile presso le compagnie di assicurazione classiche. La piattaforma garantisce agli utenti un risparmio in media del 18,6%. La startup negozia gli sconti direttamente con le compagnie per le esigenze specifiche e particolari dei propri clienti.

Axieme è una piattaforma italiana di assicurazione P2P che permette ai partecipanti di condividere il rischio che accadano sinistri insieme ad altri utenti, chiaramente identificati e conosciuti. Con l’acquisto di un’assicurazione l’utente entra a far parte di una community (chiamate “cerchie”). A fine anno, in base al numero di sinistri avvenuti all’interno della cerchia ogni utente può ottenere un cash-back (rimborso). Minori sinistri = maggiore rimborso. La piattaforma permette altresì, per clienti con un’esigenza particolare che non trovano l’assicurazione che fa al caso loro tra le polizze disponibili sul mercato, di creare un proprio “gruppo” al quale fare aderire altre persone con esigenze simili. Questo gruppo si comporta come un vero e proprio gruppo d’acquisto, che al raggiungimento di un certo numero di aderenti permetterà ad Axieme di negoziare con le compagnie assicurative le condizioni migliori e la copertura più adeguata per la richiesta del gruppo.

Friendsurance è stato uno dei primi attori nel mercato del P2P insurance e ha dato il via all’unione del concetto di “rete social” con quello delle compagnie di assicurazioni classiche. I clienti possono collegarsi alla piattaforma e formare reti di assicurati, riducendo in tal modo il costo della propria assicurazione fino al 40% tramite un meccanismo di cash-back.

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Autore: Matteo Gallo

Laureato in Economia ha maturato diverse esperienza professionali presso un primario gruppo bancario italiano, dove attualmente è project manager presso la struttura di Innovation. Ha inoltre intrapreso una serie di attività imprenditoriali per far crescere l'ecosistema dell'innovazione a Torino. È co-founder di Talent Garden Torino, il più grande network europeo di co-working e co-founder di Axieme, la prima social insurance in Italia.

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